Intervista ad Amelie

amelie

Ciao Amelie! Benritrovata su RainStars. Partiamo dal principio.
Quali sono le tue influenze musicali? Che musica hai sempre ascoltato, cosa ti ha segnato e insegnato artisticamente?
Fin da piccolina ho ascoltato sempre di tutto; mia madre era un’appassionata della dance anni settanta/ottanta, ascoltava dalla musica anni sessanta al miglior pop moderno, dal funky al soul e al blues… mentre mio padre era un appassionato di musica orchestrale, classica, lirica e di cantautorato italiano… ed è stato fondamentale esser cresciuta in un ambiente in cui la musica accompagnava i nostri momenti 24 ore su 24. In casa si suonava anche il pianoforte, ricordo che trascorrevo giornate intere da bimba a giocare con i tasti bianchi e neri fino a quando mia madre (forse per salvaguardare il suo udito) decise di farmi studiare questo strumento. Lo studio del piano è durato poco perché come dissi alla mia insegnante quando mi chiese il motivo dell’abbandono… la risposta fu “mi stanno antipatici i diesis” 😀 (immaginatevi la faccia della docente). In realtà avevo solo 6 anni e già pensavo a cantare più che a suonare….. :)) Ad ogni modo, a 9 anni mi sono perdutamente innamorata di Michael Jackson (che ritengo sia stato l’artista più grandioso che il mondo abbia conosciuto), ma è sbocciata anche la passione per i Beatles, i Queen, Battisti, Gaber, Mina, amo moltissimo Noa, Eva Cassidy, Elisa, i Genesis, i Toto, Kate Bush, Tori Amos, Aretha Franklin, W. Houston e molti altri. Il bagaglio musicale che una persona si costruisce negli anni alla fine influenza inevitabilmente sotto vari aspetti il proprio modo di essere “artista”… Michael Jackson mi ha insegnato l’importanza del groove, delle dinamiche, la magia della melodia unita al ritmo, l’importanza dell’aspetto scenico dello spettacolo, la differenza tra un cantato estremamente dolce e un cantato “aggressivo”… Eva Cassidy mi ha “mostrato” l’anima del canto, l’emozione che un sussurrato arioso può generare nell’ascoltatore… la possibilità di non usare sempre la tecnica “Belting” (tanto amata dai ragazzini di oggi) ma di giocare molto di più sulla precisione di voci leggere legate alla profondità di un messaggio intimo e viscerale… insomma ognuno dei grandi artisti citati sopra mi ha sicuramente trasmesso qualcosa che è andato ad influenzare il mio modo di intendere la “musica”. Ma l’amore più grande è sempre rimasto quello per Michael… ancora oggi è uno dei pochi artisti che riesce a darmi delle vibrazioni davvero uniche… ha segnato la storia… e anche la mia personale… Tante poi sono le esperienze che mi hanno fatto crescere… sia lo studiare seriamente la tecnica vocale, sia i numerosi live con diverse cover band sia le esperienze in studio come turnista; se durante i live impari a stare sul palco e a interagire col pubblico, in studio impari la precisione, l’importanza del dettaglio interpretativo… e poi in tutti questi anni ho conosciuto persone straordinarie che mi hanno insegnato molto… dal mio produttore Giovanni Rosina al mio insegnante di canto (e anche mio chitarrista) Marco Trifone… due punti di riferimento per me insostituibili. Indubbiamente l’esperienza di lavorare sul mio primo disco e sulla mia musica è stata quella più forte, quella più imparagonabile, quella che mi ha fatto capire chi ero veramente e che mi ha dato la forza per cambiare alcune cose nella mia vita facendo anche scelte rischiose ma di cui non mi sono mai pentita.

Cosa vuoi esprimere con le tue canzoni e il tuo modo di interpretarle?
Semplicemente il mio mondo interiore; essendo una sognatrice quasi di professione :))) mi piace lasciarmi trasportare unicamente dalle emozioni e, mentre viaggio su questo pianeta visibile solo alla mia mente (giuro che non fumo niente), amo mettere in musica ciò che incontro nei miei pensieri per raccontarlo anche agli altri… Spesso sottolineo che è fondamentale emozionare e non impressionare… almeno per quanto mi riguarda. Mi piace la semplicità e odio i virtuosismi in genere. L’importante è che nei brani che canti ci sia sempre un messaggio preciso comprensibile per chi ti ascolta… come diceva Battisti… la gente deve capire subito quello che vuoi dire perché solo così si genera nel pubblico una vera e profonda esperienza emotiva. Penso sia vero.

Come sono nati la canzone e il video di “Je suis Amelie”?
“Je suis Amelie” è stato l’ultimo pezzo che abbiamo scelto per il mio primo album. Sentivo la mancanza di scrivere una canzone che potesse presentarmi al pubblico in maniera realistica ma allo stesso tempo divertente, così ho deciso di elencare una “lista della spesa” dei miei difetti più assurdi, episodi autobiografici comici, momenti della mia quotidianità bizzarri… Volevo fortemente una canzone in cui non ci fosse nessun tipo di “barriera”… Se ascoltate il testo di “Je suis Amelie” vi accorgerete che mi auto prendo in giro, tutto verte intorno alla personalità di questa combinaguai che è Amelie, ovvero io :)) infondo la musica ogni tanto deve portare anche solarità, spensieratezza. Nel personaggio Amelie che viene descritto nella canzone (che sarei appunto io così come sono) mi sono accorta che molte ragazze coetanee si rispecchiano… per cui in un certo senso è come se avessi descritto una fetta di una generazione che, a differenza di quella precedente fatta dalle nostre mamme o nonne, non è più abituata a saper fare tutto in casa… ci sono molte più donne in carriera oggi e meno casalinghe perfette di una volta, donne che sul lavoro “spaccano” e che magari a casa non sanno nemmeno come fare una lavatrice :)) (Naturalmente ci sono le eccezioni :D) Non so se questo sia un pregio o un difetto ma, nel mio caso specifico, l’intenzione era quella di divertire l’ascoltatore introducendolo al mio folle mondo in cui domina una personalità un po’ sognante ma sicuramente anche molto frivola e spensierata 🙂 Nel video di “Je suis Amelie”, insieme ai registi, abbiamo voluto ricreare diverse “Amelie”: l’Amelie barbiere, l’Amelie barista, l’Amelie Horror fifona e l’Amelie Deejay… ognuna di loro combina solo guai… questi personaggi poi cominciano anche a prendersi in giro tra di loro (per esempio l’Amelie Deejay insulta l’Amelie Barbiere, l’Amelie barista cerca di spaventare l’Amelie Horror fifona… e tutte le Amelie riescono solo a fare danni uno dietro l’altro)! Non vi dico quanto ci siamo divertiti a girare questo video! 😀 E la soddisfazione maggiore è stato scoprire che persino RAI UNO lo ha poi trasmesso in una rubrica musicale dopo il telegiornale dedicata alla musica italiana emergente. E’ stato il singolo che mi ha fatto conoscere al pubblico internauta e non solo… molte radio lo hanno trasmesso e dopo poche settimane dalla pubblicazione è entrato subito nella Indie Music Like, la classifica indie redatta dal MEI e dalle emittenti radiofoniche.

Parlaci del tuo album. Come lo descriveresti? Promuovilo un po’ con parole tue.
E’ un album che introduce al mondo amelitico… 🙂 da un lato si può scorgere la mia personalità favolistica, sognante, anche un po’ malinconica; dall’altro quella più divertente e frizzante. E’ un disco con cui ho cercato di trovare un connubio tra la musica pop e quella d’autore… ho scelto di raccontare cose semplici in maniera sincera e, come dicevo prima, con l’intento principale di emozionare. Per promuoverlo posso solo dire di aver fatto sicuramente un lavoro senza nessuna intenzione di stare dietro alle mode musicali… ma con solo il desiderio di seguire la mia passione, i miei gusti e i miei sogni :)… E’ un disco vario in cui trovi sia delle ballate, sia pezzi pop divertenti sia uno spiraglio internazionale con la special track “Just for you”. E’ un lavoro con cui ho cominciato anche a sperimentare il mio lato cantautorale… Prima di questo EP non mi ero mai “lanciata” nella scrittura e composizione di canzoni… e grazie a questo primo lavoro discografico mi sono timidamente “autosperimentata” (“Je suis Amelie” e “Passo e chiudo” sono scritte da me)… ed è stato fondamentale perché oggi come oggi scrivo molto di più e, sui nuovi brani, per esempio, le musiche dei pezzi sono tutte di mia mano 😉 Per i testi (siccome sono molto esigente e spaccamaroni :)) cerco invece di collaborare con autori che hanno la capacità di “rapirmi” per la loro capacità poetica (vedi Rebi Rivale, Alessio Garufi, Ruggero Marazzi).

Cosa ti ha dato il Premio Lunezia? Ti aspettavi di vincerlo?
Nel mio percorso musicale ci sono state belle esperienze fino adesso, dal mio primo show case (con 200 persone presenti) alla vittoria del Festival Show di Musica Radio; dal podio al Premio Poggio Bustone per Lucio Battisti all’esibizione su Rai Uno in prima serata qualche mese fa. Ma devo dire che il Premio Lunezia credo sia stato fino ad ora la più grande soddisfazione. In Italia ormai dopo Sanremo i concorsi più rinomati a livello nazionale sono proprio il Lunezia e Musicultura. Per cui aver vinto un premio di tale importanza (che per di più presta molta attenzione al valore musical letterario degli artisti) è stato semplicemente fantastico! Poi condividere il palco con artisti come Niccolò Fabi, Arisa, Subsonica, i Nomadi, Masini, Mauro Ermanno Giovanardi e altri big è stata una esperienza indimenticabile… e per di più davanti a 15.000 persone… insomma un sogno…
Ovviamente non mi aspettavo di vincere il Premio Lunezia anche se… devo essere sincera… credevo molto nel valore di “Col naso all’insù”, brano che ho scritto con una cantautrice che stimo moltissimo (Rebi Rivale) e col mio produttore (Giovanni Rosina)… è un pezzo che ha creato indescrivibili alchimie fin dal momento in cui abbiamo cominciato a scriverlo 🙂 Forse la mia forte convinzione nel messaggio del brano alla fine ha convinto anche la giuria 😉
Per questo sono doppiamente felice… “Col naso all’insù” è un pezzo a cui sono profondamente legata… anche per motivi personali. Ma non mi sarei mai aspettata di vincere il primo posto, il livello di tutti i 9 finalisti era davvero molto alto… la direzione artistica del Lunezia ha fatto scelte di grande qualità… E’ stato bello “confrontarsi” con colleghi di grande valore musicale, una doppia soddisfazione!

Com’è nato l’aggettivo “Amelitico” per descrivere un tuo fan tipo? Di chi è stata l’idea?
L’aggettivo “amelitico” è stato coniato da un mio carissimo amico Enrico Zulian, un bravo autore tra l’altro! Da quando lo ha “creato” abbiamo visto che molti sulla pagina ufficiale cominciavano ad usarlo… e ormai è diventato una specie di marchio di fabbrica, un termine assolutamente perfetto per descrivere il mio mondo, la mia musica e tutto ciò che mi riguarda 🙂

Trovi che i tuoi fans abbiano qualcosa in comune tra di loro e con te? Che rapporto hai con loro?
Gli “amelitici” penso siano tutti dei sognatori, delle persone sensibili che amano emozionarsi… persone anche differenti tra di loro che però hanno in comune la voglia di ascoltare qualcosa di nuovo, di diverso, di originale… sono persone che vivono la musica in maniera profonda ma allo stesso tempo “immediata”… Sono convinta che gli amelitici conservino dentro di sé il proprio “fanciullino pascoliano”… Sono persone che sanno godere ancora delle piccole cose proprio come quando si è bambini (e qua trovi se vuoi un lato jacksoniano)… non accettano di vivere passivamente in un sistema arido e piatto… Sono persone che amano la semplicità e che non sopportano l’artifizio… Insomma penso che gli Amelitici siano stupendi… e io sono felice di averli con me… sono affettuosissimi e nell’ultimo periodo stanno aumentando davvero di giorno in giorno. Il mio rapporto con loro è molto forte, sono capaci di darmi una carica enorme! Fanno ormai parte della mia vita e del mio percorso.

Da quali artisti ti piacerebbe ricevere una canzone perfettamente amelitica da poter interpretare da sola o in duetto con loro?
Bhe un sogno si è già avverato, quello di scrivere una canzone con Rebi Rivale! 😀 E la cosa stupenda è che dopo aver vinto insieme il Premio Lunezia stiamo lavorando a nuovi pezzi! Rebi ha un dono fantastico, riesce a scrivere testi che mi toccano nel profondo e che hanno la capacità di raccontare il mio mondo come se li avessi scritti io… è davvero speciale, la sua professionalità e umiltà uniti a un grande talento sono una bomba esplosiva che non può lasciarti indifferente!… Un sogno straordinario sarebbe anche collaborare con due grandi come Niccolò Fabi e Mauro Ermanno Giovanardi… Li ho conosciuti entrambi di persona al Premio Lunezia e oltre che aver regalato al pubblico una performance straordinaria sul palco, dietro al backstage hanno dimostrato di avere una grande umanità… Niccolò mi ha abbracciato come se ci conoscessimo da una vita e Giovanardi mi ha fatto sentire una collega di tutto rispetto parlando di musica e di altro e invitandomi persino ad un suo live privato tenutosi a Milano la settimana successiva al nostro incontro… invito che ovviamente ho accettato con una gioia infinita (e il suo concerto è stato sublime). Sarebbe bello e molto interessante ricevere da loro un pezzo amelitico! 🙂

Cita i tuoi 5 preferiti. Uno nella musica, uno nella scrittura, uno nella pittura, uno nel cinema, uno nello sport.
Michael Jackson, Dante Alighieri, Paul Cezanne, Charlie Chaplin, Ayrton Senna.

Ti piacerebbe cantare anche in altre lingue? Se sì, quali?
Nel primo disco c’è una special track in inglese (“Just for you”) ma mi piacerebbe provare a cantare qualcosa anche in francese 🙂 La musica cantautorale francese mi piace moltissimo!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Tantissimi! In questo periodo stiamo lavorando moltissimo ai brani nuovi, in mente abbiamo l’uscita di due singoli con un nuovo videoclip e successivamente l’album intero, anche se poi i dettagli e le scelte definitive arriveranno man mano; il 29 settembre sarò al MEI di Faenza in qualità di vincitrice del Premio Lunezia 2012; il 19 Ottobre mi esibirò alla finale del Biella Festival al Teatro Sociale Villani… In questo periodo stiamo anche cercando di organizzare a Milano un raduno amelitico (incluso di live) visto che ci sono arrivate richieste da parte di alcuni amelitici :)… Stiamo lavorando a nuove collaborazioni top secret 🙂 Insomma tante tante cose che bollono in pentola ma di cui per scaramanzia preferisco non parlare 😉 Poi, al di fuori del progetto Amelie, essendo la musica anche la mia principale professione, moltissimi altri impegni (sto collaborando con la produzione di un musical indipendente che partirà l’estate prossima in Sardegna, sto lavorando su alcuni featuring con artisti indie ecc. ecc. e continuo il mio lavoro di docente di canto in una scuola di musica ad Assago ecc. ecc.).

Spazio libero. Lascia un messaggio di qualsiasi tipo a chi leggerà queste righe.
Vi lascio con quello che ho scritto nell’introduzione del mio disco… e mi raccomando… vi aspetto sulla mia Fan Page e sul mio sito www.ameliemusic.it
“Il mio nome è Amelie e vivo in un cosmo fatto di note, suoni e colori… Sono una bambina cresciuta giocando con i tasti neri e bianchi del pianoforte; cantando davanti allo specchio con una spazzola… ho avuto un gatto per migliore amico, amo le cose che sanno di antico, le vecchie storie raccontate dai nonni, l’ingenuità e la generosità degli animali, rimango incantata davanti alle meraviglie della natura e all’immensità del mare… Se potessi rinascere vorrei essere un pianoforte… Detesto i virtuosismi, amo le sfumature delicate e vellutate di qualsiasi tipo di arte. Mi lascio incantare dalla semplicità, dalla freschezza e dalla leggerezza essenziale. Per me non è importante impressionare, ma semplicemente emozionare… Il mio nome è Amelie e sogno un cosmo fatto di note, suoni e colori…”.

A cura di Chiara Wizard