Intervista agli E.Drunks

edrunksCiao ragazzi, parlateci un po’ di voi..
[M]: beh, non è che ci sia molto da dire. Al momento abbiamo solo il titolo della biografia: “Non ci avevamo proprio pensato”.
[S]: Beh, in aggiunta ti possiamo dire che suoniamo insieme da circa 5 anni e che i vicini non ci hanno mai denunciati. Hanno preferito bruciare le nostre macchine.

Come vi siete conosciuti?
[S]: Mancaz, Rino e poco dopo io abbiamo iniziato in un teatrino semi-autogestito. Il comune del paesino sapeva e non interveniva, con il risultato che abbiamo continuato per un po’ e crescendo via via i primi pezzi. Poi ci hanno cacciato, ma noi abbiamo continuato, accompagnati da vari bassisti e altri musicisti che hanno incrociato la loro rotta con noi.
[M]: io sono un acquisto più recente, datato 2006. Stimavo molto lo stile degli E.drunks e il sound catramoso dei loro concerti, ma non li conoscevo di persona. Poi una volta, mentre facevo un concerto con un altra band, ho fissato dritto negli occhi uno stronzo che aveva appena lanciato una bottiglia di birra sul palco: era Stra. E’ iniziato tutto da lì per me.

Com’è nata la vostra passione per la musica?
[R]: probabilmente è nata dal fatto che sono rozzo e ignorante: da bambino avevo a disposizione solo le audiocassette di mio padre, e ci ho messo un bel po’ a capire dove e come cercare dischi. E’ stato proprio quando non avevo musica, che ho cominciato a immaginare di fare musica mia. Poi Nirvana, Hendrix e Battisti hanno fatto il resto, e ho in mente i loro lavori anche se adesso ascolto di tutto.

Che cosa rappresenta per voi la musica rock?
[S]: E’ il suono che senti se appoggi l’orecchio sul binario proprio quando arriva il treno!!!

Cos’è che ispira le vostre canzoni?
[R]: spesso si tratta di emozioni macerate. come quotidiani dimenticati nello scaffale da più di un anno. ma è la mancanza di messaggi… è quello che ci ispira, in molta musica e in molta arte di oggi.
[M]: o la sovrabbondanza di messaggi. Che è un po’ la stessa cosa.

Chi di voi compone la musica e chi si occupa dei testi?
[R]: la musica è frutto del lavoro di tutti e 4., e i testi li curo io. li scrivo, li canto e, se sulle facce del gruppo non si dipinge un ghigno ambiguo, li scarto.
[M]: i riff e i temi nascono nelle maniere più varie e poi segue una fase di continuo upgrade che può comprendere prove e, perfino, concerti in cui il pezzo cambia e viene arricchito. Rino e Stra creano la ragnatela mentre io e Mancaz maciniamo bacchette e plettri.

“Nuda”, com’è nata questa canzone?
[R]: esplora il tema del pagare per farsi male, con riferimento alla sfera sessuale. L’avevi capito? Si? Beh il testo l’ha scritto Chiara, una mia amica. O meglio mi ha regalato un foglio di carta da pacchi con scritti alcuni versi a pennarello.
[M]: musicalmente parlando, non so dirti come sia nato il pezzo. Come diceva rino c’è un testo/poesia e la canzone è punk rock ad alto bpm. Ruota intorno a una drum machine, un arpeggiatore e al beat robotico della batteria.

Parlateci un po’ del vostro album “Con tutto l’amore del mondo”..
[R]: Il disco può parlare benissimo da solo!anzi …
[M]: Scherzi a parte, il nostro primo album è artigianale e autoprodotto. L’abbiamo registrato noi, negli studi della nostra Hotfarm Records, con la fondamentale collaborazione di un giovane tecnico e produttore che risponde al nome di Michele Scatena. Io ho curato in prima persona l’aspetto della produzione artistica e dell’arrangiamento cercando di rendere omogeneo il lavoro e di levigare alcune asperità, non tutte. Stra si è occupato di tutta la parte grafica. Infine, abbiamo affidato il mixaggio di 2 pezzi a Giulio Ragno Favero che ci ha ospitati nel suo BloccoA.

Fino ad ora qual’è stata l’esperienza più bella che avete vissuto?
[S]: qualcosa che non ricordo!
[M]: bere l’assenzio della ricetta originale!
[R]: suonare in un nightclub!