Intervista a La Blanche Alchimie

Le Blanche AlchimieChi di voi è l’artefice del nome “La Blanche Alchimie” e come mai questa scelta?
Siamo stati entrambi.. quando abbiamo iniziato a lavorare insieme nel 2007 sono state le canzoni stesse a suggerircelo.
Il primo pezzo che abbiamo scritto insieme si chiamava “Sacred Alchemy” ed è la traccia 1 del primo disco.
Si puo’ dire che la parola alchimia sia stata nell’aria dall’inizio..poi abbiamo scritto un pezzo in italiano che si chiama “Contaminazione Bianca” e cosi è arrivato anche il bianco.. In piu’ ci piaceva la musicalità del francese, forse anche perché in quel periodo ascoltavamo spesso Gainsbourg e cosi abbiamo trovato il nome, casualmente, quasi fosse venuto lui incontro a noi.

Parlateci un pò del vostro nuovo disco “Galactic Boredom”..
Galactic Boredom è un disco che parla di amore, paure, speranze, sogni, ricordi.. esprime in musica e parole quelle che sono state le nostre avventure e sensazioni nell’arco di questi ultimi due anni. L’abbiamo scritto un pò in tour nel 2010 un pò spostandoci tra Berlino e le Langhe, la campagna vicino Torino. Diciamo che questi sono stati due luoghi che ci hanno aiutato a mettere insieme le idee e ci hanno ispirato moltissimo. Due mondi diversi, e allo stesso tempo lontani dalla nostra quotidianità di Milano , a volte è un po’ soffocante in passato.
Abbiamo lavorato molto per trovare sonorità interessanti, magari uscendo un pò dagli schemi del pop classico, utilizzando strumenti giocattolo, glockenspiel, campanelli, biglie, legno, percussioni africane, piani preparati ecc..
Per registrarlo abbiamo deciso di portare uno studio mobile in un casolare nelle Langhe, proprio per entrare più a fondo nei pezzi, cercando di catturarne l’essenza, nel luogo dove in parte è nato tutto. Insieme al nostro fonico Gianluca Mancini e del produttore Ludovico Einaudi, ci siamo immersi in quello spazio per 5 giorni, sperimentando ambienti diversi interni ed esterni (molte voci ad esempio sono state registrate in mezzo al prato), provando intenzioni diverse nel canto e nell’approccio agli strumenti..un esperienza indimenticabile, siamo davvero contenti.

C’è qualche brano presente nel nuovo album a cui vi sentite maggiormente legati?
Siamo legati a tutti i pezzi che abbiamo scritto fin ora anche se di certo ce ne sono alcuni che ci diverte più suonare dal vivo. Per esempio Spell on the hill, dove cantiamo insieme e c’è questo orologio che incalza mentre noi raccontiamo la storia di due bambine che giocano in libertà su una collina, senza limiti alla loro immaginazione, immerse nelle loro realtà parallele mentre il mondo intorno brucia.

A presiedere le registrazioni Ludovico Einaudi, compositore e pianista tra gli artisti più apprezzati e richiesti nella scena europea, com’è stato averlo al vostro fianco come produttore artistico?
E’ stata un esperienza unica. Abbiamo imparato tanto da lui e lavorare insieme ci ha dato modo di capire meglio noi stessi come artisti, lavorando in profondità sulla comunicazione e sul modo di suonare e cantare.

Progetti per il futuro?
A settembre credo che faremo dei concerti in Europa, visto che Galactic è uscito anche nel Regno Unito. Nel frattempo siamo al lavoro su nuove cose che sentirete prima di quanto possiate immaginare.