Intervista a Luca Ragnone

luca-ragnoneCiao Luca, parlaci un po’ di te..
Sono una persona iperattiva… spesso vorrei avere del tempo libero, ma infondo credo faccia parte del mio “essere” occupare ogni singolo minuto… e così mi ritrovo ad essere totalmente assorbito dal lavoro, dallo studio, dallo sport, ma soprattutto dalla musica che trova sempre e comunque spazio…

Se tu dovessi definirti in tre parole, quali useresti?
Selettivo, sincero, riflessivo

Com’ è nata la tua passione per la musica?
Credo sia nata insieme a me…alcuni dei miei primissimi ricordi sono legati alle canzoni che cantavo in piedi sul tavolo (che allora era il mio palco)

A quali artisti ti senti più vicino?
Uno su tutti: Alex Baroni… non mi sento simile a lui, semplicemente è (e sarà sempre) un grandissimo artista che non mi stancherò mai di ascoltare…

C’è qualche artista con cui ti piacerebbe collaborare in futuro?
Darei (se fosse possibile) la stessa risposta che ho dato alla domanda 4…

Chi sono i 54gradi?
I 54gradi sono i miei 5 compagni di viaggio…quelli con cui mi esibisco ogni settimana (perché il live purtroppo vive un momento di grande sofferenza, per lo meno dalle mie parti, ma io non riuscirei mai a rinunciare…) e con i quali condivido momenti (ma anche periodi) fantastici o totalmente bui, ma che nel bene e nel male aiutano a crescere musicalmente e umanamente… insieme siamo la prova che infondo è vero che l’unione fa la forza….

Cos’è che ispira le tue canzoni?
Io parto sempre e comunque dalle note…(il che significa che sono contro corrente rispetto alle tante persone che partono dall’armonia…) la melodia viene da sola (specie mentre guido) e per questo ho imparato a tenere sempre un registratore a portata di mano… tiro giù la melodia…la ritocco e cerco (nel mio piccolo, ma per fortuna c’è qualcuno che mi assiste) di armonizzarla nel modo migliore (e magari meno scontato…) possibile… e poi…prima o poi succede qualcosa o incontro una persona o assisto a un evento che scatena in me una reazione chimica (infondo anche la musica è scienza) e le parole iniziano a scorrere e si attaccano perfettamente su una musica che è lì, pronta a sposare il testo giusto… una cosa è certa: non ho mai scritto qualcosa che non sentissi davvero e che in quel momento non fosse tra i miei pensieri più ricorrenti…

“Il timone della vita”, com’è nata questa canzone?
E’ nata due estati fa… cantavo con una cover band dei Nomadi, non sono mai stati il mio gruppo preferito, ma avevo bisogno e voglia di suonare e ho colto l’occasione per approfondire la conoscenza di un gruppo che infondo ha contribuito alla scrittura della storia della musica italiana. Una sera è successa una cosa molto particolare: stavo cantando “canzone per un’amica” quando un gruppo di ragazzi ha fatto cerchio intorno a me…lì per lì mi è sembrato un gesto carino da parte loro e ho continuato a cantare tranquillamente, ma poi ho incrociato i loro sguardi e mi sono accorto che stavano piangendo…tutti guardavano il cielo, cantavano a squarciagola e piangevano…in quel momento ho sentito un forte peso, ma ho continuato a cantare… A fine serata mi sono avvicinato a quei ragazzi cercando di capire il perché di quel loro gesto e soprattutto di quelle loro reazioni…e mi hanno raccontato la storia di Simone…un amico che avevano perso in un incidente stradale (proprio come la protagonista di “canzone per un’amica”), che loro chiamavano giocosamente “Timone” e in ricordo del quale hanno fondato un’associazione culturale, che hanno chiamato “IL TIMONE DELLA VITA”. Il resto è facilmente immaginabile…

Fino ad ora qual’è stata l’esperienza più bella che hai vissuto?
Ovviamente le esperienze più belle della mia vita non sono necessariamente legate alla musica, ma quest’ultima mi ha fatto incontrare tante persone, stringere collaborazioni e amicizie importanti…ed ha quindi enormi meriti sia nella mia vita lavorativa, sia nella mia vita privata…

Quali progetti hai per il futuro?
Continuare a cantare e a scrivere le mie canzoni senza aspettarmi nulla…non voglio ricevere delusioni, ma allo stesso tempo voglio essere pronto qualora la fortuna dovesse bussare alla mia porta….

a cura di Elisa Casazza