“Zacapa” – Rodolfo Giurgevich

zacapa-rodolfo-giurgevich-300x292Titolo: Zacapa
Autore: Rodolfo Giurgevich

Zacapa è un romanzo d’amore di due persone mature che s’incontrano nell’ambiente del tango argentino per sconfinare attraverso milongas, viaggi ed episodi in una passione senza limiti.
È la dimostrazione che l’amore non ha età, lui libertino di provincia si innamora di una aristocratica che all’inizio lascia poco spazio alle frenesie del protagonista; alla fine i ruoli si invertono e la storia si chiude con un giallo ripreso da un fatto di cronaca reale.

Mario Nanni scrive: “alle amiche e agli amici presento Rodolfo (Rudi) Giurgevich; che non è un amico comune, uno dei tanti, conosciuto per caso nell’astrattezza del virtuoso mondo della rete.
“Rudi” è un giornalista e scrittore che partecipa allo stato d’animo della famiglia Nanni, di noi tutti e della famiglia di mio fratello Antonio in modo particolare. Rudi partecipa alla ricerca della verità, quale dovere improcrastinabile e insormontabile di Irene Cristinzio; di sapere del suo destino, della verità sulla sua scomparsa sin dalla fatale passeggiata dell’11 luglio dello scorso anno, ossia di una odissea che si perpetra da oltre 15 mesi, giorno dopo giorno e che a nulla finora è servito tutto il nostro grido di dolore; ma noi non accettiamo l’oblio!: Ritroviamo Irene.
Rodolfo Giurgevich è l’autore del romanzo Zacapa (Zacapa una storia d’amore con un finale da brivido www.tangovagabondo.it/index2.html) e dedica un capitolo proprio alla scomparsa di Irene (che chiamerà Patrizia) che ricostruisce in chiave romanzata per la lettura di tutti, ma pregiatissima sul piano investigativo, per chi quella chiave la dovrebbe azionare e finora non l’ha, incredibilmente, irrazionalmente azionata.
Rudi è colui che ha telefonato ai carabinieri due giorni dopo la sparizione di Irene per segnalare un possibile scambio di persona per la fortissima rassomiglianza con una signora che Giurgevich conosceva molto bene. lui, Rudi, fino al 4 di luglio era stato a Orosei ed aveva cognizione di quel che segnalava, senza accusare nessuno, senza denigrare nessuno, ma soprattutto per proteggere la sua amica e per offrire la sua conoscenza di cose e persone al beneficio supremo della ricerca della verità, quindi di giustizia. Di una verità che al momento solo le rivelazioni di Rodolfo Giurgevich sembrano le uniche, anche nell’astrattezza delle nostre angosciose attese , portare una lucina di speranza e di verità, che lascia intravedere in fondo al tunnel, sul destino beffardo e spietato della nostra cara Irene.”

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